MeA Novembre 2015

FIORI di BACH
a cura di Giovanna Puddu


I 38 rimedi dei Fiori di Bach

Edward Bach: "come guarire con i fiori”



In questi appuntamenti vi illustrerò il mondo dei Fiori di Bach, ma prima è necessario che vi introduca alla personalità di Edward Bach.

Nacque il 24 settembre 1886 a Moseley, da una ricca famiglia con cui visse nelle campagne del Galles.

La sua vocazione per la medicina lo portò a laurearsi nel 1912 ed a lavorare in un ospedale. La sua natura sensibile, però, lo portò ad aprire un suo studio in cui poter visitare gratuitamente i poveri ed avviare la sua ricerca, indirizzata alla comprensione della natura della malattia e a come lenirne la sofferenza.

La sua salute cagionevole influenzò la sua carriera: in quanto impossibilitato dall’andare al fronte, si ritrovò a lavorare da chirurgo per i feriti della guerra. Qui iniziò a notare e a riconoscere un legame tra la malattia ed il carattere del paziente.

Nel 1917 gli venne diagnosticato un tumore maligno alla milza, il quale spinse Edward ad approfondire il più possibile il suo lavoro, in quelli che sarebbero dovuti essere i suoi ultimi tre mesi di vita. Contrariamente all’infausta previsione, Edward guarì.

La guarigione divenne per lui uno stimolo di riflessione: collegò il motivo della sua guarigione col suo amore per la ricerca, divenuta ormai una missione.

Dal suo studio omeopatico dei vaccini da somministrare per via orale, iniziò a creare delle classificazioni in base all’azione sulla flora intestinale, cercando similitudini tra le persone con lo stesso tipo di batteri intestinali.

La sua intuizione lo portò a prevedere la cura giusta solo basandosi sugli stati d’animo dei pazienti.

La lettura dei trattati di Hahnemann, il fondatore dell’omeopatia, lo spinse ancora più verso una visione olistica, la quale prende in esame la persona prima della malattia.

Nel 1930, dopo lunghi studi sulla ricerca di cure naturali ed efficaci, scoprì i primi 12 fiori che definì Guaritori:

  • Agrimony (Agrimonia)
  • Centaury (Centaurea minore)
  • Chicory (Cicoria comune)
  • Rock Rose (Eliantemo)
  • Gentian (Genzianella autunnale)
  • Mimulus (Mimolo giallo)
  • Impatiens (Balsamina dell’Himalaya)
  • Cerato (Piombaggine)
  • Scleranthus (Fiorsecco, Scleranto o Centigrani)
  • Vervain (Verbena)
  • Water Violet (Violetta d’acqua)
  • Clematis (Clematide)

Essi rappresentano il nostro temperamento, una determinata qualità dell’anima, il carattere di ognuno di noi, un carattere che ha a che vedere con la “lezione” che si deve imparare in questo mondo.

Nella sua opera principale, Guarisci te stesso, Bach spiegò la sua filosofia della salute, della malattia e della guarigione. Introdusse il concetto di terapia vibrazionale, in quanto il fiore è portatore di una specifica frequenza o vibrazione energetica che agisce a livello sottile cioè a livello di energia sul campo elettromagnetico del soggetto che lo assume, così da essere in grado, con la sua impronta energetica di riequilibrare le vibrazioni distorte prodotte dalla malattia.

Nel 1934, dopo il trasferimento a Mount Vernon a Sotwell, Bach iniziò a sperimentare su se stesso le cure, basandosi sui suoi stati d’animo negativi. Così riuscì a completare la sua opera, trovando i 7 Aiuti i fiori che aiutano a superare timori e difficoltà.

Essi corrispondono agli stati “tipo” diventati cronici, o al risultato dell’interazione negativa tra i 12 Guaritori con alcune circostanze della vita.

Successivamente trova i Secondi 19, i rimedi relativi alla nostra risposta di fronte alla vita, rappresentano il nostro particolare modo di agire di fronte alle avversità.

Bach scoprì che i fiori, con la loro energia positiva, possono aiutare il paziente, attenuando gli stati d’animo come la paura, il terrore, l’indecisione, la sfiducia, l’impazienza, l’isolamento e lo scoraggiamento.

La malattia passò in secondo piano: il paziente e il suo modo di affrontare la malattia divennero gli elementi atti a formulare la cura giusta.

Infatti i fiori, rimuovendo le preoccupazioni, la depressione od ogni semplice segno di disarmonia, diventano la barriera che evita alla malattia di agire: la malattia non è più il vero problema, essa è solo il campanello d’allarme di ritmi ed esigenze del corpo che non vengono rispettati; è solo la rappresentazione di una intensa disarmonia tra corpo, mente ed emozioni, e non può essere estirpata se non con uno sforzo sia spirituale che mentale.


Bach tenne delle conferenze per divulgare le sue scoperte, così che ognuno potesse imparare a guarire da solo.

La sue condizioni di salute peggiorarono ed il 27 novembre 1936, a soli 50 anni, Bach morì per un attacco di cuore nel sonno.

Edward Bach dedicò tutta la sua vita alla ricerca di un rimedio naturale, semplice ed efficace in grado di riequilibrare stati emozionali e comportamentali, per raggiungere il benessere e ritrovare l’innata positività.


al prossimo mese

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