MeA Novembre 2015

LIBRI
a cura di Giorgio Ghiotti


Quarant’anni senza Pier

"Pasolini. Ragazzo a vita"

di Renzo Paris

Elliot, 2015, pagine 180, euro 18,50


Paris!” chiama una voce alle spalle dello scrittore romano, una mattina di sole in via del Babuino.

Siamo nell’estate del 1975.

Un giovanissimo Renzo Paris, da poco in libreria con il romanzo Cani sciolti, si gira.

È la voce di Pier Paolo Pasolini, in jeans e camicia appena sbottonata sul petto.

“Mi aiuteresti a portare una poltrona fino alla macchina?”

Eccoli i due poeti, a risalire via San Sebastianello con una poltrona d’epoca rossa nel mezzo, un bracciolo ciascuno.
Raggiungono l’Alfa Romeo GT, posano in terra la poltrona.
Proprio in una di quelle vie, la notte precedente, il poeta e regista bolognese era stato picchiato selvaggiamente ed era tornato a casa – nella casa che divideva con la madre Susanna, alla quale dedicò alcuni tra i versi più belli della lirica del ‘900 – con la camicia sporca di sangue.

Renzo Paris lo avrebbe saputo più tardi dall’amico e poeta romano Dario Bellezza:

“Hai presente San Sebastiano crivellato di frecce?

Ecco, Pasolini oscilla tra la croce e le frecce.”

Fatto sta che quello della poltrona d’epoca sarà il loro ultimo incontro.

Pochi mesi più tardi, com’è noto, il giorno dei morti, il corpo senza vita di Pasolini verrà ritrovato all’Idroscalo di Ostia.

Con “Pasolini. Ragazzo a vita” Renzo Paris chiude la sua straordinaria trilogia dedicata ai grandi scrittori italiani del Novecento, aperta dal volume su Alberto Moravia e completata dal romanzo “Il fenicottero. Vita segreta di Ignazio Silone”, restituendo ai lettori una galleria commovente e lucidissima di ricordi e personaggi indimenticabili.

C’è Amelia Rosselli che bevendo succo di frutta manda i bicchieri a frantumarsi per terra, o Laura Betti (eccentrica e sublime attrice) che accusa Renzo Paris di aver indossato un maglione con un collo alto da borghese.

C’è una vitalità intellettuale che passa anche attraverso le riviste letterarie e i giornali, da Nuovi Argomenti al Corriere della sera, per il quale Pasolini firmò gli scomodissimi “Scritti corsari” – articoli con i quali il poeta bolognese si espresse in materia sessuale, politica, etica, religiosa, arrivando a denunciare, un anno prima del suo assassinio, i responsabili delle stragi di Milano, di Brescia e di Bologna.

Passeggiando per San Lorenzo, via Margutta, via Veneto, via Tomacelli, arrivando fino a Casarsa, ripercorrendo dolorosamente la strada per Ostia, Idroscalo, dove fu trovato il corpo di Pasolini, Renzo Paris evoca con potenza e autenticità nove anni di vita italiana (1966-1975) passando dai grandi entusiasmi privati e dalle enormi delusioni collettive.

“La memoria è tutto. Cosa mi accadrà quando le parole non mi aiuteranno più nel ricordo della mia vita passata?”

Se è vero che la parola evoca, è anche lecito dire che la letteratura, la vera letteratura anticipa la vita.

Una vita violenta, una vita che ha l’odore dell’India, dell’Africa girata con Dacia Maraini e Alberto Moravia, del Mali in compagnia della soprano Maria Callas, ma sempre una “disperata vitalità” (da Poesia in forma di rosa).

Scrive Paris “Oh le somiglianze, sono l’inizio della conoscenza”, riecheggiando i versi di Silvia Bre “La somiglianza è tutto / il nostro regno”. E forse è così.

L’appuntamento:
Lunedì 2 novembre 2015 - ore 17:30
Casa delle letterature di Roma (piazza dell’Orologio)
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Letture da opere di Pier Paolo Pasolini in occasione dei quarant’anni dalla morte e presentazione del numero monografico a lui dedicato della rivista letteraria “Orlando”.
A cura di Paolo Di Paolo.

Giorgio Ghiotti

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