MeA Febbraio 2015

LIBRI
a cura di Francesca De Leonardis

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Il blu è un colore caldo

di Julie Maroh

L'opera che voglio presentarvi questo mese non è un romanzo ma una graphic novel, cioè un'opera narrativa a fumetti.
"Il blu è un colore caldo" segna l'esordio di Julie Maroh, giovane fumettista del nord della Francia formatasi all'Accademia di Belle Arti di Bruxelles.
Molti di voi ne conosceranno forse la trasposizione cinematografica, che con il titolo "La vita di Adèle" si è aggiudicata la Palma d'Oro al Festival di Cannes 2013.
Sia a chi ha visto il film che a chi ancora ignora questa meravigliosa storia d'amore consiglio di leggere "Il blu è un colore caldo", di lasciarsi colpire allo stomaco da questo mix di parole e disegni che vi scuoterà e coinvolgerà fino alle lacrime.

Il tratto di Julie Maroh è vero e imperfetto, così come lo sono i suoi personaggi e i loro sentimenti.
Le tavole sono realizzate in toni di grigi e si colorano solo quando compare Emma, che con i suoi capelli tinti di blu arriva a sconvolgere il monocromatico mondo della quindicenne Clémentine, detta Clem.
L'incontro casuale e fortuito tra le due ragazze innescherà in Clem un processo di scoperta di sé e dei propri desideri, scuotendo i suoi sensi e facendole avvertire finalmente tutta la sua voglia e la sua capacità di amare.

Questa graphic novel è in grado di farci provare l'imbarazzo e l'angoscia di Clémentine nel sentirsi diversa e fuori posto, la sua paura nell'affrontare i pregiudizi della famiglia, degli amici e della società in genere.
Stare con un ragazzo alla sua età e non riuscire a provare niente, non avere il coraggio di confessarlo alle amiche, ritrovarsi a fare sogni erotici inaspettati la fanno sentire incredibilmente sola. L'unico in grado di capirla è il suo amico Valentine, che resterà sempre al suo fianco, lui che quella stessa, impervia strada aveva già dovuto percorrerla.

Clem ed Emma non sono perfette né lo è il loro rapporto, hanno due diversi caratteri e due diversi modi di reagire ai pregiudizi, riservato l'uno e battagliero l'altro. Ma nonostante le ortiche il sentimento non può non sbocciare, forte e colorato. Lontane dall'idilliaco, si feriranno anche a vicenda ma non potranno smettere di amarsi in un modo puro e potente.

Il titolo accattivante del fumetto suona come un paradosso, che si risolve nel messaggio che Clémentine, riferendosi ai suoi diari, rivolge ad Emma :
"Voglio che sia tu a conservarli: contengono tutti i miei ricordi di adolescente colorati di blu. Blu inchiostro, blu cielo, blu klein, blu ciano, blu oltremare... il blu è diventato un colore caldo".
Da colore freddo qual è, diventa caldo se è il colore della persona che si ama.

Il blu è un colore caldo di Julie Maroh
Rizzoli Lizard, € 16,00

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L'amante di Lady Chatterley

di D. H. Lawrence

Ci sono molte cose che sono state dette e che potrebbero essere dette a proposito de L'amante di Lady Chatterley, di D. H. Lawrence.
La prima è che si tratta di un libro che fece scandalo per il suo contenuto licenzioso e l'esplicita descrizione dei rapporti sessuali fra la Lady e il suo amante, il che gli valse un biglietto di sola andata per la sezione libri proibiti.
Intendiamoci, quelle pagine erano certamente molto più di quanto la società inglese degli anni Venti potesse sopportare, ma oggi basta un video di Nicky Minaj per andare ben oltre.
Una volta superata la carica rivoluzionaria e anticonformista allora cosa resta di questo libro?
Insomma, perchè oggi dovremmo leggerlo?
Un motivo è che fin dalle prime pagine, nel delineare il carattere della protagonista, Lawrence pose l'accento sul fatto che le era stato insegnato a coltivare uno spirito libero e indipendente, a non curarsi troppo del giudizio altrui.
Grazie a una tale educazione Lady Chatterley si sentirà libera di inseguire la propria felicità anche a discapito delle convenzioni sociali. Ancora oggi fa bene ricordare a noi stessi questo semplice principio.

Un secondo motivo è che l'amore, la lussuria, il tradimento, in realtà sono aspetti marginali nel libro, mere conseguenze di avvenimenti innescati dalla storia collettiva che invade i luoghi i cui i protagonisti vivono, quella piccola provincia inglese che anche Jane Austen aveva trovato tanto interessante.
La piccola aristocrazia e la grande borghesia inglese appena sopravvissute alla prima guerra mondiale sono esemplificate da una generazione di trentenni allo sbando, intellettuali colti che non hanno nessun punto di riferimento, nessun ideale, nessuna speranza ma solo charleston e volontà di mantenere i propri privilegi.
Connie, la Lady, avverte molto bene che i divertimenti e le discussioni di cui è spettatrice sono solo dei palliativi alla profonda inquiteudine che la guerra aveva lasciato in regalo a una generazione spezzata, ancora legata al mito delle virtù dei propri padri ma che intorno a sè vedeva solo una folle corsa verso il successo e la ricchezza. Proprio il successo è la molla che muove i personaggi che si affollano attorno a Connie, quel successo che il marito chiama la dea-puttana. Il momento in cui un Lord si prostra al culto di una tale dea sancisce il definitivo tramonto di una classe sociale. Connie e il suo amante sono esenti da tutto questo, sono profondamente reazionari e legati ai valori del passato. La loro relazione fu uno scandalo per la vita della piccola comunità a cui appartenevano, eppure, quando l'autore ci svela i loro pensieri, ci accorgiamo che sono i più moralmente integri di tutto il romanzo, nonostante le loro debolezze e contraddizioni.

Connie voleva a tutti i costi un figlio, un figlio che non avrebbe mai potuto avere dal suo legittimo marito, e in una discussione fra Lord Chatterley e i suoi amici si accenna alla soluzione a questi problemi: bambini fatti in provetta.

Il romanzo uscì nel 1928, quattro anni dopo, nel 1932, Aldous Huxley ripropone l'idea ne Il mondo nuovo, uno di quei libri che annoveriamo nel gruppo delle utopie al contrario, in cui si descrive una società del futuro dove ogni aspetto della vita è sotto controllo, anche il concepimento dei bambini il cui patrimonio genetico viene accuratamente selezionato in laboratorio.
In entrambi i romanzi riscontriamo che laddove c'è ordine e controllo il prezzo da pagare è la perdita di sentimento. Lawrence parlava della società del suo tempo, dei limiti della sua generazione e prospettava un futuro non molto roseo, Huxley, di cui era amico, parlò di quello stesso futuro che sembrava già più vicino.
I frutti di questo milieu culturale furono due romanzi, uno definito scandaloso e appiattito su una storiella d'amore extraconiugale, l'altro un'amaro sguardo al futuro. Entrambi furono considerati in qualche modo dei libri rivoluzionari, mentre erano incredibilmente reazionari.
Ma dopottutto lo era anche Jane Austen.

L'amante di Lady Chatterley di David Herbert Lawrence
Mondadori, € 10,00

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