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Newsletter di Musica e Arte

Libri newsletter - Maggio 2014

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Acido Solforico

di Amélie Nothomb


L'acido solforico è un acido minerale forte, inodore e incolore, all'apparenza innocente ma in grado di sfigurare un volto, di cambiare un'identità.
Acido Solforico, è questo il titolo scelto dall'eccentrica scrittrice belga Amélie Nothomb per il suo romanzo più corrosivo.

Un atto di violenza iniziale, un rastrellamento tra le vie di Parigi, ci trasporta in un futuro distopico nel quale assistiamo, impotenti, a una vera e propria deportazione verso un campo del tutto simile a quelli nazisti.
La mano che guida questa nuova shoa è stavolta quella di un gruppo di autori televisivi, ideatori di un crudele reality show brutalmente battezzato Concentramento.
Il campo di deportazione coincide con il set televisivo, varcati i cancelli del quale si risprofonda in balia della banalità del male: gli elementi più sciocchi e gretti della società si ringalluzziscono nel nuovo ruolo di kapò.
Ogni gesto, ogni parola sono spiati dall'occhio curioso e perverso di un grande fratello che dà la violenza e il dolore in pasto a un famelico pubblico.
La penna ironica della Nothomb si abbatte tagliente proprio sugli aguzzini inconsapevoli, ovvero i giornalisti e gli spettatori, che protestano indignati alla vista di una tale carneficina eppure non possono fare a meno di gustare, sadicamente, tanto orrore.

I concorrenti, loro malgrado, sono ridotti a un numero di matricola.
Tra loro si erge, per la sua bellezza e la sua intelligenza fuori dal comune, Pannonique, il cui nome è celato dietro la sigla CKZ 114.
Preservando la sua dignità e mantenendo lo sguardo fiero ella diventa l'eroina di una resistenza che non si combatte con la forza ma con il silenzio.
Finché si rifiuta di rivelare il suo nome, CKZ 114 resta inaccessibile e lascia spiazzata e bruciante la kapò Zdena, che, pur nella sua limitatezza, si accorge che il manganello non basta, non si può avere pieno potere su ciò che non si conosce.
La battaglia di Pannonique sembra voler dimostrare che non può esistere abbrutimento se gli individui stessi non lo permettono.
La figura di CKZ 114 appare eroica e quasi angelicata ma tale stilizzazione è funzionale a farci guardare con gli occhi delle vittime di questo moderno olocausto, che hanno disperato bisogno di credere in qualcuno.

Le pagine scorrono brillanti e accattivanti mentre la memoria della shoa ci ha stretto un nodo alla gola e il dubbio su che cosa si celi, sopito, nella nostra più intima natura umana ci pone domande insistenti. Anche stavolta la Nothomb ha colpito nel segno.

"Acido solforico" di Amélie Nothomb
Traduzione di Monica Capuani. Voland Edizioni - 13,00 euro

Al prossimo mese



Francesca De Leonardis a cura di Francesca De Leonardis
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