MeA Febbraio 2016

ARTE
a cura di Paola Ferrari


Le Torri Medievali di Roma



Continuando il nostro viaggio nella Roma medievale, questo mese vorrei parlarvi delle torri di Roma.

Nel XII secolo un erudito inglese, Maestro Gregorio così scriveva in una guida ad uso dei pellegrini che volevano visitare Roma: “Si deve ammirare con straordinario entusiasmo il panorama di tutta la città, in cui sono così numerose le torri da sembrare spighe di grano.”

Si calcola infatti che ve ne fossero almeno 300 e in uno spazio relativamente piccolo, essendosi la città nel Medio Evo molto contratta nelle zone intorno al Tevere. Il fiume costituiva una difesa naturale, una via di comunicazione e l’unica fonte di approvvigionamento idrico, visto che gli acquedotti erano ormai inutilizzabili perché caduti in rovina.
Inoltre con la sua corrente azionava i mulini coi quali si macinavano il grano ed altri cereali.

Gli assedi subiti dalla città da parte di popolazioni provenienti dal Nord Europa - come i Vandali nel 455, gli Ostrogoti nel 537 e nel 546, i Normanni nel 1084 – unitamente alle continue lotte civili fra fazioni appartenenti all’una piuttosto che all’altra famiglia maggiorente, spinsero l’aristocrazia romana a costruirsi delle abitazioni fortificate, spesso corredate da torri. Erano dei complessi edilizi ampi, una sorta di veri e propri castelli, con tanto di cinta muraria merlata e all’interno abitazioni, magazzini, scuderie, pozzo, forno, cisterna e chiesa. Tutto ciò serviva a garantire l’autonomia della famiglia in caso di assedio.

Questo modello abitativo si diffuse a Roma nel Medio Evo e fu soppiantato solo nel Quattrocento, quando divenne alla moda il palazzo signorile di tipo toscano.

Di tutte queste torri o case-torri, ne sono rimaste oggi una cinquantina; alcune di esse ancora ben visibili perché isolate, altre - la maggior parte – inglobate in edifici posteriori.

Una decina le troviamo nel Rione Monti, sei nel Rione Ponte, e sei in Trastevere, Cinque nel Rione S. Eustachio e nel Rione S. Angelo.

Vorrei qui indicarvi le torri che troviamo nella zona storica più vicina a Monteverde: quelle del Rione Trastevere.


LA TORRE DEGLI ANGUILLARA
(Piazza G. Gioacchino Belli)

torre degli anguillara



Come quasi tutte le torri del Medio Evo, anche questa faceva parte di un complesso edilizio più ampio.

La famiglia degli Anguillara ha origine nel feudo presso Bracciano; secondo la leggenda il capostipite, Ramone, uccise un pericolosissimo drago che atterriva Malagrotta e il papa, per riconoscenza, volle donargli tanta terra quanta ne poteva percorrere in un giorno.

In seguito gli Anguillara si imparentarono con gli Orsini.

Oggi di tutto l’antico fortilizio rimane la torre in muratura laterizia del XIII secolo, restaurata alla metà del XV in forme rinascimentali ( come si può ben vedere sul fianco destro e sul fronte su via degli Stefaneschi) e rialzata e merlata alla fine dell’800 - inizi del ‘900.

Nel 1913, lo statista e Capo del Governo, Sidney Sonnino, proprietario del palazzo, lo restaurò e lo affidò all’Ente Morale “ Casa di Dante”. Molti erroneamente pensano che qui abbia abitato Dante Alighieri. In realtà questo è un Centro studi danteschi, dove è possibile partecipare a molte interessanti attività e conferenze sul Sommo poeta.



TORRE DEGLI ALBERTESCHI
(Piazza in Piscinula)

Si tratta di una struttura quadrata intonacata, che sorge accanto al campanile della chiesetta di S. Benedetto in Piscinula.

Forse era una delle torri della Famiglia Alberteschi che sappiamo sorgevano in questa zona.



TORRE DI FIERAMOSCA
(Piazza S. Cecilia)

torre di fieramosca



Questa casa-torre si trova tra Piazza S. Cecilia in Trastevere e Piazza dei Mercanti ed è databile alla seconda metà del XIII secolo; sembra essere il risultato di una fusione di più edifici mediante passaggi e scale di collegamento, come si può evincere dallo sfalsamento delle altezze e dei livelli.

Il nome dato alla casa deriva dalla tradizione che vorrebbe che qui soggiornò il famoso capitano di ventura Ettore Fieramosca, reduce dalla vittoriosa Disfida di Barletta del 13 Febbraio 1503.

Il capitano sarebbe partito al seguito di Prospero Colonna per trasferire in Spagna, nel Maggio del 1504,il prigioniero Cesare Borgia. Ma la leggenda trae probabilmente spunto dall’opera letteraria di Massimo d’Azeglio, “ Ettore Fieramosca”.

Sappiamo per certo che l’edificio appartenne all’Ordine degli Umiliati, il quale nel Trecento si era trasferito nel convento annesso alla basilica di S. Cecilia e svolgeva attività connesse alla lavorazione della lana.
Gli Umiliati davano seguito all’ideale di povertà personale della loro Regola che, su imitazione di Cristo e degli Apostoli, imponeva loro di trarre i mezzi di sussistenza dal proprio lavoro; era una comunità di uomini e donne che vivevano insieme in continenza.
Approvato nel 1201 da papa Innocenzo III, l’Ordine fu soppresso nel XV secolo.



TORRE DI MONTEFIORE
(Via di Montefiore)

Il nome della via deriva dal fatto che l’area sorge su un rialzo del terreno, probabilmente un tempo tenuto a prato.

In realtà il rialzo era dovuto alla presenza, 8 metri più in basso, dei resti dell’antico Excubitorium della VII Coorte dei Vigili, sfruttata nel Medioevo come fondazione.
L’Excubitorium era la caserma dei Vigili dell’antica Roma; i Vigili avevano come compito sia lo spengimento degli incendi - così frequenti perché la maggioranza delle case erano costruite in legno – sia l’ordine pubblico attraverso la vigilanza delle strade, soprattutto di notte. Fu Augusto a istituire quest’Ordine nel 6 d.C. C’era un Excubitorium in ciascuna delle 14 Regioni di Roma.

Della torre resta un unico muro ancora in piedi che reca, come spesso nel Medioevo, una piccola nicchia ad arco.



TORRE DI PIAZZA DELLA SCALA
(Piazza della Scala, 56 – 57)

Quel che resta di questa torre si trova sul fianco ovest di una casa dall’aspetto settecentesco, la quale probabilmente ha inglobato l’antica torre.

Il fianco presenta mensole e anelli di pietra ( che potevano servire a far scorrere delle serrande) e sulla stessa piazza, Antonio Adinolfi alla metà dell’800 e prima degli sventramenti di Trastevere, vide una casa con piccolo portico – oggi scomparso – che forse faceva parte dello stesso complesso della torre. Anche su via della scala c’è il resto di un portico medievale, oggi tamponato e inglobato in un edificio posteriore.

Tutti questi edifici potevano far parte di un unico complesso fortificato, proprietà della ricca e influente famiglia Stefaneschi che risiedette nei secoli XIII-XIV proprio nei pressi di S. Maria in Trastevere.



TORRE DI VIA DEL MORO
(Via del Moro 50)

Si tratta di un edificio in laterizio, che presenta una particolare accuratezza costruttiva. In particolare l’uso di una ghiera dell’arco in facciata mostra l’utilizzo di materiali scelti e sapientemente posti in opera. Ghiere di questa stessa qualità si ritrovano in edifici costruiti dopo il Sacco di Roberto il Giuscardo, nel 1084.


al prossimo mese

Musica e Arte A.C. - 00151 Roma, Via Tommaso Vallauri 19
Tel. +39 06 58209051 - Fax +39 06 94364762
www.musicaearte.it