MeA Dicembre 2015

ARTE
a cura di Paola Ferrari


La Basilica di San Clemente - Roma


san clemente


Il complesso di S. Clemente è uno dei più interessanti di Roma per via delle sue stratificazioni architettoniche, risalenti a vari periodi, che costituiscono quasi un palinsesto della storia della città.
Nella zona più profonda- e più antica, risalente al I secolo d. C.- si inserì alla fine del II, inizi del III secolo, un Mitreo, santuario dedicato a Mitra; era questa una divinità di origine persiana ed ellenistica, introdotta a Roma intorno al II secolo d.C. dai soldati provenienti dalle campagne militari in Oriente.
La dottrina legata al mitraismo era basata su concezioni misteriosofiche e cosmologiche, gradi di iniziazione degli adepti e un banchetto mistico.
Questa religione fu la più grande concorrente della nascente religione cristiana, alla quale contese fedeli fra il popolo.
Il Mitreo rimase in funzione fino agli inizi del V secolo.



san clemente
Il Mitreo

Il livello intermedio venne edificato agli inizi del V secolo e rimase in uso fino agli inizi del XII secolo.
Si tratta della grande Basilica paleocristiana, dedicata a S. Clemente ( 3° papa dopo S. Pietro), la quale poggia sopra gli edifici del I, II e III secolo del piano inferiore.

Attualmente è difficile distinguere la struttura originaria perché a questo livello si trovano i muri di fondazione della terza e più recente basilica medievale.

La basilica del V secolo, una delle più importanti di Roma, subì numerose modifiche durante gli oltre 7 secoli in cui venne utilizzata; in particolare, nel VI secolo fu dotata dello splendido recinto del coro che possiamo ammirare nella Chiesa superiore.

Solo più tardi, ossia nel pieno VIII e nel IX secolo, la basilica fu decorata con affreschi ( Madonna Regina e Sante, Ascensione di Cristo, riquadri con un ciclo cristologico ).

Tra il IX e l’XI secolo vennero aggiunti molti altri affreschi, come il Cristo benedicente e la Crocefissione di S. Pietro, in buona parte frammentari e dislocati su tutto il perimetro.

Ma quella che mi piace raccontarvi è la presenza di una serie di 4 affreschi risalenti alla fine dell’XI, inizi XII secolo.

Si tratta di una serie di racconti “a fumetti” in lingua volgare: uno dei primissimi esempi di uso di questa lingua e il primissimo della storia della fumettistica!

Vi si narra la Storia di S. Alessio e di Sisinnio, secondo la quale Sisinnio, prefetto di Roma ,geloso della moglie Teodora, la segue, non visto, e la vede partecipare, segretamente convertitasi al cristianesimo, ad una messa, celebrata da papa Clemente (88-97).

Lì la raggiunge, irato, e all’istante viene colpito da cecità.
Sisinnio intima ai suoi soldati di catturarlo. Ma anch’essi, miracolosamente istupiditi e convinti di aver legato e catturato S. Alessio, legano invece una pesante colonna, difficile da trascinare.
Il prefetto li apostrofa con ira : “Fili de le pute, trahite!!!”, laddove “trahite” è ancora latino e vuol dire “Tirate!”, mentre la prima parte dell’imprecazione è fin troppo chiara, essendo ancora in uso ai giorni nostri!

Sempre allo stesso ambito artistico sembra appartenere Il ritrovamento miracoloso del bambino in fondo al mare; tutti questi dipinti rivelano un gusto e una capacità genialmente narrative, che ricordano in parte i toni delicatamente lirici della poesia romanza, mentre dall’altra le fantastiche quinte spaziali e i colori delicati hanno chiare origini nella locale tradizione romana classica.



san clemente

Proprio nei primi decenni del XII secolo la chiesa antica viene interrata fino all’altezza dei capitelli e ricostruita a un livello superiore.

La nuova basilica medioevale, in gran parte tuttora conservata, era a tre navate e lunga quanto quella sottostante, ma arricchita di un portico monumentale, di un atrio, di un protiro , ancora visibile sull’ attuale piazzale S. Clemente e di uno splendido mosaico a fondo d’oro all’interno del catino absidale.

Questo mosaico risale al 1° quarto del XII secolo, rappresenta Il Trionfo della croce ed è tra i più sfarzosi dell’epoca, per l’effetto decorativo dell’insieme e per la ricchezza del colore. La grande Crocefissione campeggia fra girali di acanto che sorgono da un cespo rigoglioso, per sua natura destinato a seccare, ma qui sempreverde in virtù della croce. E’ un Albero della vita, che sorge ed è rigoglioso grazie alla morte del Cristo.

Fra le volute dell’acanto troviamo gruppi di figurette, Dottori della Chiesa,, mentre più in basso episodi di vita campestre , con qualche spunto naturalistico di grande efficacia.

Si tratta di una delle opere più alte della Scuola Romana dei secoli XI e XII.

Nella basilica troviamo anche dell’epoca medioevale un sontuoso pavimento cosmatesco, con dischi di porfido e di serpentino e la quattrocentesca Cappella di Santa Caterina, affrescata da Masolino per il Cardinal Branda Castiglione intorno al 1428, con la probabile partecipazione di Masaccio, che morì a Roma proprio in quell’anno.



san clementeMosaico absidale col Trionfo della Croce



san clementeCappella di S. Caterina, Banchetto di Erode


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