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Newsletter di Musica e Arte

ARTE newsletter - Luglio 2014

MICHELANGELO, INCONTRARE UN ARTISTA UNIVERSALE

Vi troveremo i suoi progetti architettonici, pitture tratte da suoi schizzi, sculture originali o riprodotte - fra le quali la Madonna di Bruges e i due "Prigioni": lo Schiavo morente, ( 1523 ca, originale al Museo del Louvre) e lo Schiavo barbuto (1530 - 32, originale alle Gallerie dell’Accademia di Firenze) e anche un aspetto meno frequentato del Nostro: le sue poesie.

Nella prima sala, quella detta degli Orazi e Curiazi, troviamo dei veri gioielli: un Cristo Redentore proveniente dalla chiesa di S. Vincenzo Martire di Bassano Romano; essa è la prima versione dell’altro Cristo Redentore che possiamo ammirare nella basilica di S. Maria Sopra Minerva.

Questa in mostra rimase incompiuta a causa di un difetto del marmo che gli sfigurava il viso, ma fu delle due quella che il committente – Metello Vari- preferì tenere con sé .
Nella medesima sala, un’opera di Michelangelo quindicenne, di solito conservata a Casa Buonarroti, la Madonna della Scala, nella quale il giovane si ispira volutamente all’opera allora rivoluzionaria di Donatello, nella quale tuttavia sono già presenti in nuce alcune caratteristiche dello stile michelangiolesco più maturo, come l’esemplificazione della forza spirituale attraverso quella fisica, muscolare.

Sempre qui troviamo lo splendido Bruto del Bargello ( 1538 ca), un’opera squisitamente politica, dove il protagonista tirannicida , qui confrontato con dei busti ritratto di epoca romana, incarna l’avversione di Michelangelo per l’onnipotente signoria medicea.
Nelle successive sezioni si indagano le tematiche presenti nella vita e nell’opera del Buonarroti: le contrapposizioni eterne fra corpo e spirito, fra notte e giorno ( disegni per le Tombe Medicee), fra amore spirituale e terreno, fra tempo umano e dunque finito e tempo divino, cioè eterno.
Troveremo anche oggetti molto particolari, come il modello ligneo per la facciata della Chiesa di S. Lorenzo a Firenze, mai realizzata, o il controverso crocifisso ligneo del Museo Nazionale del Bargello.

La mostra insomma, è lontana dall’essere una esaustiva e organica rappresentazione dell’opera del Buonarroti, vista l’impossibilità di trasportare e assemblare la maggior parte dei suoi capolavori, come le architetture o gli affreschi.
Essa quindi vuole offrirci degli spunti di lettura, dei punti di vista, delle emozioni. Vuole spingerci a muoverci e, come un tempo i viaggiatori del Gran Tour, andare di persona a cercare e scoprire le emozionanti opere del Maestro



Paola Ferrari a cura di Paola Ferrari
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